LUCCA COMICS & GAMES 2017 !

Immancabile, come ormai ogni anno, il mio breve reportage su Lucca Comics & Games, la fiera del fumetto più famosa d’Italia, che continua a macinare numeri da record ad ogni edizione.

Anche quest’anno la kermesse è durata ben 5 giorni, dal primo al cinque novembre, attirando migliaia di visitatori che hanno affollato incessantemente le strade e i vari padiglioni sparsi per la città. I numerosi cosplayer in particolare hanno colorato ed animato la fiera, sempre pronti a posare per gli scatti di appassionati e semplici curiosi.

Inavvicinabili, a causa delle file chilometriche, i padiglioni di Warner e Netflix, che tra le altre cose proponevano statue a grandezza naturale dei membri della Justice League cinematografica e un percorso a tema Stranger Things, che ricreava l’inquietante dimensione parallela del Demogorgone !

Se si voleva incontrare degli autori di fumetti, poi, anche quest’anno ce n’erano a bizzeffe, spari nei vari stand a dispensare autografi e sketch, anche se il nome più altisonante probabilmente è stato quello di Robert Kirkman, creatore di The walking dead. A tutto questo seguiva un fitto programma di incontri, conferenze, showcase e proiezioni, un po’ per tutti i gusti…

Tanti anche gli stand dove si potevano trovare fumetti arretrati, spesso anche scontati e in offerta, oppure gadget a tema di ogni tipo e statue che facevano bella mostra di sé, a prezzi proibitivi.

Ogni anno a Lucca è una full immersion totale nel mondo dei comics, del cinema e dei videogames, concentrata in pochi giorni ( nel mio caso due ), per certi versi anche impegnativa e  stancante, ma alla fine la fatica viene ripagata dalla soddisfazione di poter stare a contatto con le proprie passioni, magari accaparrandosi l’albo o il volume che ti mancava e incontrando altri appassionati come te.

Insomma, Lucca Comics & Games è un’esperienza unica, che merita di essere provata, specialmente se amate la nona arte e tutto ciò che vi ruota attorno.

Alla prossima edizione !!! 😉

Annunci

DAREDEVIL n.18 – Il commiato di Steve Dillon e la nuova serie di Iron Fist ! ( recensione )

Come mai nessuno ricorda più la vera identità di Daredevil ? E cosa c’entra l’Uomo Porpora ??? Charles Soule e Ron Garney ci svelano il mistero ! Al Punisher invece toccherà un altro duro scontro con gli uomini di Condor, potenziati dalla sua “super-droga”, mentre esordisce la nuova serie di Iron Fist, che lo porterà in giro per il mondo alla ricerca di se stesso e dei suoi poteri mistici !

Questo diciottesimo numero dell’antologico Panini è da segnalare per vari motivi: innanzitutto viene svelato finalmente il mistero dell’identità (tornata) segreta del Diavolo Rosso, debutta poi la nuova serie in solitaria di Iron Fist, dopo la chiusura di quella in coppia con Luke Cage, e infine possiamo ammirare le ultime tavole del compianto Steve Dillon sul Punisher, personaggio che lo ha consacrato al grande pubblico già diversi anni fa…

Tanta carne al fuoco, dunque, di cui potete leggere qualcosa in più nella mia recensione su MangaForever, che trovate qui sotto:

http://www.mangaforever.net/465148/daredevil-18-il-commiato-di-steve-dillon-e-la-nuova-serie-di-iron-fist-recensione

Alla prossima, Cornetti !!! 😉

BATMAN IL CAVALIERE OSCURO, di Gregg Hurwitz e David Finch ( Recensione )

Batman Crime Solver

LO PUOI LEGGERE SU: New52 Limited 34 –Batman Il Cavaliere Oscuro n.2 ( volume, Lion )

AUTORI: Gregg Hurwitz, David Finch

SINOSSI:

Lo Spaventapasseri ha elaborato una nuova tossina della paura, ancora più potente e devastante. Per produrla e testarla ha rapito dei bambini, per cui Batman e il commissario Gordon si mettono sulle sue tracce per fermarlo, ma entrambi dovranno fare i conti con gli effetti nefasti del suo gas, che li metterà di fronte alle loro paure peggiori…!

PRO: Una storia dello Spaventapasseri con tutti i crismi, densa di terrore e angoscia, che ripercorre anche le origini del personaggio e lo introduce nel nuovo universo dei New52.

CONTRO: I disegni di David Finch a volte sono un po’ piatti e legnosi, anche se nel complesso la sua prova è soddisfacente.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:

Jonathan Crane, alias lo Spaventapasseri, è sicuramente uno dei più spaventosi e

View original post 262 altre parole

SPIDER-MAN: BLUE ( recensione )

Com’è nata la storia d’amore tra Peter Parker e la sua compianta ex, Gwen Stacy ? Ce lo racconta la rodata coppia Jeph Loeb/Tim Sale, in una miniserie che ripercorre i fasti degli anni sessanta, quando approdò sulla testata del Ragno il grande disegnatore John Romita Sr.!!!

Spider-Man: Blue è un sentito omaggio al periodo d’oro dell’epoca Lee/Romita, che ci immerge di nuovo in quelle atmosfere briose e scoppiettanti, ma con un velo di malinconia che pervade tutto il racconto, da cui il blue del titolo…

Una chicca per vecchi e nuovi appassionati del Ragno, riproposta recentemente sul terzo volume della collana da edicola Spider-Man La grande avventura, per cui vi consiglio di recuperarlo.

Qui sotto trovate anche il link alla mia recensione su MangaForever:

http://www.mangaforever.net/445890/spider-man-la-grande-avventura-3-spider-man-blue-recensione

 

Alla prossima, Spider-Fans !!! 😉

DEVIL: AMORE E GUERRA, di Frank Miller e Bill Sienkiewicz ( recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Devil: Amore e Guerra ( cartonato, Panini )

AUTORI: Frank Miller, Bill Sienkiewicz

SINOSSI:  La moglie di un eminente psicologo viene rapita da uno sgherro di Kingpin per costringerlo a curare sua moglie Vanessa. Daredevil dovrà quindi liberare la donna ed intrufolarsi nel palazzo ultra sorvegliato del boss del crimine, per trovare il marito. Un’impresa tutt’altro che facile…

 

PRO: I testi crudi e diretti di Miller, accompagnati dalle tavole pittoriche ed artistiche di Sienkiewicz, davvero all’avanguardia se si pensa che risalgono al 1986.

CONTRO: Non c’è un faccia a faccia vero e proprio tra Daredevil e la sua nemesi, mentre le illustrazioni di Sienkiewicz in alcuni casi son fin troppo minimaliste ed essenziali.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:

Amore e Guerra è un classico esempio di graphic novel, ovvero un racconto illustrato a sé stante, che ha una sua valenza aldilà di tutte le altre storie scritte sul personaggio di Daredevil e della sua continuity.

Miller pone l’accento soprattutto sul personaggio di Wilson Fisk, alias il boss criminale Kingpin, un uomo dotato di uno sconfinato potere e che tutti temono, ma a cui manca la cosa principale: l’amore e l’affetto di una donna, in particolare sua moglie Vanessa.

In questo caso, dunque, non è tanto l’azione o la rivalità tra l’eroe e il criminale a caratterizzare il racconto, ma i rapporti d’amore malati e non corrisposti, come quello succitato tra Fisk e Vanessa, ma anche quello tra la moglie dello psicologo e il suo rapitore schizofrenico.

Miller è riuscito a portare il fumetto adulto anche nel mondo dei supereroi, e questa graphic novel ( così come tutto il suo ciclo di storie su Daredevil ) ne è un fulgido esempio. Onore al merito anche alle illustrazioni pittoriche e sperimentali di Bill Sienkiewicz, che è riuscito ad andare oltre la classica griglia di una tavola a fumetti, prendendo alla lettera il concetto di Arte ( con la A maiuscola ) sequenziale.

 

VOTO: 7/8

SPIDER-MAN HOMECOMING ( Recensione )

REGIA: Jon Watts

INTERPRETI PRINICIPALI: Tom Holland, Micheal Keaton, Robert Downey Jr., Marisa Tomei, Zendaya, Jacob Batalon, Laura Harrier

 

SINOSSI:  Dopo aver preso parte alla Guerra Civile tra supereroi, il giovane Peter Parker, alias Spider-Man, desidera entrare nel giro che conta e dimostrare di essere un vero supereroe, al pari degli Avengers. Questo lo porterà ad imbattersi in un commercio illegale di armi potenziate con tecnologia aliena, gestito da Adrian Toomes, l’Avvoltoio. Nonostante le raccomandazioni del suo mentore Tony Stark, Peter decide di ostacolare l’Avvoltoio e la sua gang, a costo di mettere a repentaglio la sua incolumità e quella di chi gli sta intorno.

PRO: In questa nuova trasposizione cinematografica viene recuperato lo spirito del Tessiragnatele originale, ovvero un quindicenne dalla battuta pronta, che proviene da una zona popolare di New York e cerca il suo posto nel mondo, sapendo di possedere grandi poteri ( e grandi responsabilità ).

CONTRO: Alcuni comprimari storici sono stati un po’ snaturati o trasformati eccessivamente, anche se risultano funzionali alla storia. Il combattimento finale è un po’ troppo buio e caotico, per cui non si riesce ad apprezzare a pieno l’azione.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:

I Marvel Studios prendono finalmente possesso del loro personaggio-simbolo, dopo il deludente reboot di Marc Webb, con Andrew Garfield. La loro scelta è molto chiara: mostrare un Peter Parker ancora molto giovane e inesperto, esattamente com’era al suo esordio nei fumetti, strizzando l’occhio in particolar modo al pubblico più giovane, che così ha un supereroe con cui identificarsi.

Spider-Man inoltre fornisce il punto di vista dell’uomo della strada, essendo un ragazzo del Queens che conduce una vita modesta solo con la zia. Ovviamente è lo sguardo ironico e ingenuo di un quindicenne, che si contrappone a quello più cupo e violento degli eroi di quartiere  visti su Netflix.

La Marvel continua a puntare su registi ancora emergenti e poco blasonati, e anche stavolta con Jon Watts centra il bersaglio. La sua regia è molto dinamica e quindi perfetta per un teen-movie supereroistico, anche se in alcune sequenze si lascia prendere la mano con montaggi troppo serrati e confusionari.

Il cast è azzeccatissimo, a cominciare dal protagonista Tom Holland, simpatico e scattante, con una buona verve ironica, che condivide con la sua spalla Jacob Batalon, un asiatico nerd e sovrappeso col quale forma una perfetta coppia comica. Una menzione d’onore va anche al grande Micheal Keaton, che riesce a conferire spessore e la giusta dose di crudeltà al suo Adrian Toomes/L’Avvoltoio, anche se non compare molto spesso.

Spider-Man Homecoming è un film molto divertente, che non si prende mai troppo sul serio e intrattiene dall’inizio alla fine, mostrando anche un percorso di crescita dell’eroe, che proseguirà nei film a venire. Il titolo del film è già tutto un programma: con l’arrivo dei Marvel Studios, il nostro amichevole Spider-Man di quartiere è tornato (finalmente) a casa.

 

VOTO: 7 ½

MOON KNIGHT – DALLA MORTE, di Warren Ellis e Declan Shalvey ( recensione )

 

Moon Knight è sicuramente uno dei personaggi più controversi e ambigui dell’universo Marvel. Soffre di disturbi della personalità, che l’hanno portato a crearsi delle nuove identità o addirittura a trasformarsi in altri famosi supereroi, come Spider-Man, Wolverine e Capitan America.

La sua schizofrenia latente lo porta spesso a perdere il controllo ed avere atteggiamenti violenti, che sfoga sui malcapitati criminali che incrociano la sua strada. E’ un uomo perennemente in lotta con se stesso e i suoi demoni interiori, che lo portano a rimanere in bilico sul filo sottile che divide la ragione dalla follia, la giustizia dalla sete di vendetta.

Anche l’origine dei suoi poteri non è ben chiara. Lui sostiene di essere stato salvato dalla morte da un’antica divinità egizia, Khonshu, che gli avrebbe donato capacità mistiche, oltre a spingerlo verso la sua missione di giustiziere. L’instabilità mentale che lo caratterizza, però, ha portato a mettere in dubbio anche la veridicità delle sue origini…

 

Proprio per via di questa sua particolarità, Moon Knight è sempre stato un personaggio di nicchia, di certo non tra i più popolari della Casa delle Idee, anche se ultimamente la casa editrice ha tentato di rilanciarlo più volte, affidandolo nelle mani di scrittori di spicco, come Charlie Huston e Brian M. Bendis.

Nel 2014 invece è stata la volta di un altro grande scrittore come Warren Ellis, molto amato soprattutto per opere più indipendenti come Transmetropolitan, The Authority e Planetary, ma anche alla Marvel ha realizzato apprezzati cicli di Doom 2099, Ultimate Fantastic Four, Thunderbolts, Nextwave e Iron Man: Extremis, giusto per citarne alcuni…

Con l’alter ego di Marc Spector, invece, Ellis realizza solo sei episodi, raccolti in un elegante volume cartonato dalla Panini, che non costituiscono però un vero e proprio story-arc, in quanto sono tutti racconti autoconclusivi.

Già questa, di per sé, è una scelta insolita e spiazzante, visto che ormai siamo abituati a leggere cicli di storie sempre più lunghi, soprattutto in ambito supereroistico. L’altra scelta insolita dello scrittore è quella di ridurre al minimo i dialoghi e affidarsi molto al racconto per immagini, in questo caso appannaggio dell’ottimo Declan Shalvey, che col suo tratto essenziale e cupo si adatta perfettamente alle sceneggiature di Ellis, scarne e dirette.

Lo scrittore ci dimostra che non sempre sono necessarie tante parole o tante pagine per raccontare una storia, e trova nel minimalismo grafico e verbale la chiave di lettura giusta per rappresentare la sua visione del Cavaliere Lunare, con varie sfaccettature della sua personalità che vengono analizzate nel corso dei sei episodi.

Ellis in particolare crea una nuova identità a Spector, soprannominata Mr. Knight, che gira in una limousine auto-comandata e indossa un elegantissimo completo bianco e una maschera. Anche il costume da supereroe viene leggermente modificato, aggiungendo un tocco di nero alla tuta che contrasta con il candore del lungo mantello e del cappuccio.

Il ritmo della narrazione e lo storytelling impeccabile di Shalvey rendono molto fluida e scorrevole la lettura, che ha connotazioni decisamente pulp, spaziando da combattimenti all’ultimo sangue e risse da strada a tematiche più mistiche ed oniriche.

Non aspettatevi però il “capolavoro” che molti critici e appassionati hanno decantato, perché rischiereste di rimanere delusi, ma limitatevi a godervi queste sei pillole noir per quello che sono: dei brevi racconti molto ben scritti e rappresentati, che offrono un’altra interpretazione di uno dei personaggi più oscuri dell’universo Marvel. Se cercate una lettura supereroistica più matura e fuori dall’ordinario, Moon Knight è quello che fa al caso vostro.