LA NOTTE DEI DEADPOOL VIVENTI ( recensione )

 

 

Cosa succederebbe se un virus mortale trasformasse tutti gli esseri umani in zombie famelici e l’ultimo supereroe rimasto sulla Terra fosse Deadpool, lo schizzato mercenario dal fattore rigenerante ???

E’ questa l’idea alla base della miniserie LA NOTTE DEI DEADPOOL VIVENTI, esplicito omaggio al film cult di George A. Romero La notte dei morti viventi, ma in generale anche a tutto il genere zombie, che in questi ultimi anni ha vissuto quasi una seconda giovinezza grazie a titoli come Resident Evil e The Walking Dead, giusto per citare i più famosi…

I numerosi ( e sempre crescenti ) fan di questo sottogenere horror non si stancano mai di vedere o leggere storie dei “morti che camminano” o “non-morti”, benché molte si somiglino tra loro e presentino spesso gli stessi topoi e schemi narrativi. Generalmente tutto nasce da un esperimento finito male e un virus che si diffonde tramite un morso/saliva, trasformando chi viene infettato in un cadavere ambulante spinto unicamente dal bisogno di divorare carne umana.

A volte gli zombie sono lenti e stupidi, altre volte più rapidi e scaltri, ma la sostanza non cambia. I pochi che riescono a scampare all’infezione sono costretti a scappare continuamente e a farsi largo come meglio possono in mezzo ad orde di non-morti, nella speranza di trovare un luogo dove il virus non abbia attecchito o una cura che possa fermarne la diffusione.

LA NOTTE DEI DEADPOOL VIVENTI non si discosta dai tanti cliché di questo genere, anche perché vuole esserne un sentito omaggio, costruito su misura per il personaggio più folle ( ed amato ) di casa Marvel, l’unico in grado di rompere con disinvoltura la quarta parete e qualsiasi altro tipo di barriera, che sia di genere o medium. Dopo avergli fatto uccidere tutti i supereroi, i classici della letteratura e… sé stesso (!) in altrettante miniserie speciali, lo scrittore Cullen Bunn si diverte a mettere il mercenario chiacchierone di fronte ad un’altra situazione estrema, ovvero un’apocalisse zombie !

I fan degli walking dead potranno quindi godersi un tipico racconto horror, visto però secondo l’ottica surreale ed ironica di Deadpool, condita con citazioni pop a getto continuo, che spaziano dal cinema alla tv, passando per la musica e ovviamente i fumetti. L’umorismo demenziale e scorretto del mercenario è da sempre un suo marchio di fabbrica, ma anche la violenza e il grilletto facile, per cui non pensate di trovarvi davanti ad una storia di zombie edulcorata o rivolta a un pubblico di ragazzini. Bunn infatti riesce a far trasparire comunque la drammaticità degli eventi , nonostante le battute del protagonista, che si muove come una scheggia impazzita in una situazione che neanche lui riesce più a gestire.

Leggendo la storia scopriremo che in realtà la presenza di Deadpool e il suo ruolo nella vicenda non sono poi così casuali, e anche il finale non sarà banale o scontato come si potrebbe pensare… Ecco perché questa miniserie si può considerare una delle migliori scritte finora da Bunn, di solito molto abile nell’imbastire trame scorrevoli e incalzanti, ma su basi inconsistenti, mentre stavolta al consueto ritmo serrato e una narrazione fluida si accosta una sceneggiatura più ragionata e strutturata.

Anche la parte grafica gioca un ruolo fondamentale, in quanto rievoca le atmosfere tetre del film di Romero a cui s’ispira il titolo, proponendo un suggestivo bianco e nero in cui spicca come unica nota di colore proprio il nostro mercenario dalla lingua lunga. Questa scelta cromatica troverà poi un’ulteriore giustificazione alla fine del racconto… Il merito è tutto da imputare a Ramon Rosanas , che si occupa di disegni e colori, con ottimi risultati. Le sue tavole, composte da molti piani lunghi e americani, sembrano degli storyboard già pronti per un film, grazie anche al tratto preciso e realistico, che non eccede mai e conferisce maggiore credibilità a una storia dalle tinte horror e inquietanti come questa.

In conclusione, LA NOTTE DEI DEADPOOL VIVENTI non è una saga fondamentale del mercenario chiacchierone, anche perché si tratta di una sorta di What if…?! che non fa parte della continuity ufficiale, ma resta comunque una piacevole lettura, che di certo farà felici e divertirà gli appassionati del genere splatter-horror zombesco. Il buon riscontro ottenuto oltreoceano da questa miniserie gli ha fatto guadagnare anche un seguito ( IL RITORNO DEI DEADPOOL VIVENTI ), sempre scritto da Bunn e di prossima pubblicazione anche qui in Italia.

MARVEL ZOMBIES – FAME INSAZIABILE ( recensione )

E’ l’ironico appellativo con cui vengono definiti i fan più sfegatati della Marvel, ma dal 2006 è anche il nome di una delle serie di maggior successo della casa editrice, scritta dal creatore di The Walking Dead, Robert Kirkman.

Sto parlando ovviamente di MARVEL ZOMBIES, la dissacrante serie ambientata in un universo alternativo, dove tutti ( o quasi ) i supereroi e i supercriminali della Marvel si sono trasformati in famelici morti che camminano !!! Un’idea semplice ma geniale, e allo stesso tempo piuttosto inquietante, suggellata dal principale fautore del rilancio del genere zombie nei comics, e più recentemente anche nella tv, visto che il serial televisivo tratto dalla sua opera ha spopolato in tutto il mondo.

MARVEL ZOMBIES sembra essere la serie scritta su misura per Kirkman, in quanto fonde insieme due delle sue più grandi passioni: gli zombie e i supereroi. Come la maggior parte delle storie alternative, non si perde in troppi preamboli e spiegazioni, ma arriva dritta al punto, immergendoci fin da subito nel folle e spietato mondo di questi esseri affamati di carne !

A differenza dei classici zombie di George Romero, lenti e mugugnanti, quelli marvelliani parlano e ragionano, almeno finché la fame non gli ottenebra del tutto la mente, per cui non sono altro che versioni distorte e raccapriccianti degli eroi che ben conosciamo, caratterizzate da corpi putridi e in decomposizione, con denti aguzzi e bene in vista, ma dalla personalità pressoché identica a quella di un tempo.

Per loro ormai non esiste altro scopo al di fuori del nutrimento, un bisogno talmente forte da passare oltre a qualsiasi altra cosa e che li spinge a cercare continuamente altri superstiti da divorare. Ma cosa faranno quando non ci sarà più nessuno con cui sfamarsi ???

L’autore di The Walking Dead si diverte ad utilizzare il folto pantheon di personaggi Marvel per giocarci e smontarli come se fossero burattini, privandoli di qualsiasi intento nobile od eroico. I buoni adesso non esistono più, in quanto anche gli eroi che credevamo più forti e integerrimi hanno perso la loro umanità, trasformandosi in famelici divoratori di carne, col fisico in disfacimento.

Il mito del supereroe viene così smontato e distrutto, mostrando autentiche icone del fumetto in condizioni raccapriccianti e paradossali, come un Capitan America col cervello scoperchiato, uno Spider-Man senza una gamba e un Wolverine col braccio amputato, o un Bruce Banner che non riesce a contenere nello stomaco tutto quello che aveva divorato nei panni di Hulk…!

Insomma, ai nostri poveri eroi capiterà tutto quello che ci si può aspettare di vedere in un classico film di zombie, dove non possono mancare scene splatter o sanguinolente, di certo non usuali in un normale fumetto di supereroi. MARVEL ZOMBIES offre quindi qualcosa di diverso e completamente fuori dagli schemi, almeno rispetto agli standard delle testate marvelliane, in una perfetta commistione di generi, irriverente e dissacrante, che farà accapponare la pelle ai fan più puristi della Casa delle Idee.

Kirkman si dimostra perfettamente a suo agio in questo contesto, com’era facile immaginarsi, e realizza una sceneggiatura molto lineare e scorrevole, sostenuta da un buon ritmo narrativo. Ai disegni lo supporta il crepuscolare Sean Phillips, il cui tratto un po’ rozzo e cupo, caratterizzato da campiture nere abbondanti e decise, rende a pieno la brutalità e l’orrore di questi esseri inquietanti. Da notare anche la rappresentazione molto classica che ha voluto conferire al look di tutti i personaggi, seppur stravolta dalla loro condizione di morti viventi.

Ciliegina sulla torta, le splendide copertine pittoriche di Arthur Suydam, che omaggiano e rivisitano in chiave “zombesca” alcune storiche cover di Spider-Man e soci…

Per concludere, se amate il genere zombie e horror in generale, oltre a quello dei supereroi, non lasciatevi assolutamente scappare questa serie, visto che i primi cinque numeri sono stati recentemente ristampati dalla Panini in versione economica, per la linea MARVEL BEST SELLER. Dovrebbero essere quindi facilmente reperibili, oltretutto a un prezzo più che vantaggioso. Approfittatene !!! 🙂