AGENTS OF S.H.I.E.L.D. – Stagione 1 ( recensione )

 

Se sul grande schermo la Marvel adesso sta predominando alla grande, con una continuity cinematografica ben definita e incassi milionari in tutto il mondo, non si può dire lo stesso per la tv, dove ha perso un po’ di terreno rispetto alla Distinta Concorrenza, che invece ha incontrato i favori del pubblico piazzando titoli come Arrow, The Flash e Gotham. Se escludiamo il recente successo del serial Netflix di Daredevil, a cui presto ne faranno seguito altri su Jessica Jones, Iron Fist e Luke Cage, l’unico prodotto televisivo Marvel finora trasmesso è Agents of S.H.I.E.L.D., già arrivato alla seconda stagione negli USA e proposto qui in Italia prima su Sky e poi in chiaro su Rai2, solo per le prime puntate, per poi passare integralmente su Rai4.

Com’è facile intuire, la serie racconta le vicende di alcuni agenti dello S.H.I.E.L.D., l’avanzata organizzazione anti-terroristica guidata da Nick Fury, vista anche in tutte le pellicole dedicate agli Avengers. E’ proprio il primo film del supergruppo più famoso di casa Marvel il punto di partenza del serial, non a caso nato da un’idea del regista Joss Whedon, che rimette in gioco l’agente Phil Coulson, da tutti creduto morto per mano di Loki e misteriosamente tornato in vita, pronto a riprendere servizio assieme ad una selezionata squadra di agenti e una base aerea viaggiante ( senza dimenticare la sua adorata macchina volante Lola ! ).

Lo scopo dello S.H.I.E.L.D. è quello di combattere minacce fuori dall’ordinario o sovrannaturali, e tra queste rientrano ovviamente razze aliene ( asgardiani compresi ) e persone con superpoteri, o magari potenziate da organizzazioni senza scrupoli come l’H.Y.D.R.A.. Benché gli Avengers, ahimè, non compaiano mai, le vicende di Coulson & soci sono sempre legate a doppio filo al loro universo e in particolare la caduta dello S.H.I.E.L.D. vista in Captain America: The Winter Soldier avrà pesanti ripercussioni anche nella serie. Non mancheranno poi comparsate di volti noti come l’inossidabile Nick Fury, il suo braccio destro Maria Hill e la guerriera Lady Sif, compagna di battaglie di Thor.

Si tratta in sostanza di una serie d’azione, arricchita da diversi elementi sci-fi e spionistici, nel quale i supereroi e il loro mondo fungono solo da cornice e motore narrativo, non interagendo mai in maniera diretta con i protagonisti. Fanno eccezione giusto personaggi minori come la succitata Lady Sif e il cyber-soldato Deathlok, che comunque non sarà identico alla sua versione a fumetti.

La prima metà di questa stagione iniziale di Agents of S.H.I.E.L.D. si potrebbe definire di “rodaggio”, nel senso che principalmente ha la funzione d’introdurre i vari componenti della squadra di Coulson e mostrarli in azione, definendo così i loro caratteri e le loro peculiarità, ma anche il tono e le tematiche portanti della serie. Nella seconda metà invece la narrazione inizia a decollare sempre di più, svelando intrighi e risvolti inaspettati e agghiaccianti, spesso giocati sul ribaltamento dei ruoli e sul dissolvimento di qualsiasi certezza o punto fermo, come nelle migliori spy-story.

In particolare, il mistero che avvolge la “resurrezione” di Coulson e il passato dell’intraprendente hacker informatica Skye, vero fulcro emotivo della serie, saranno i punti cardine del racconto e solo uno di essi verrà totalmente svelato ( o quasi ). Un po’ stereotipati, ma comunque con sfaccettature interessanti, i “duri” del gruppo, ovvero l’algida e sempre imbronciata Melinda May e il burbero tutto d’un pezzo Grant Ward, due combattenti esperti e inarrestabili, capaci di districarsi in qualsiasi situazione, ma piuttosto restii ad esporsi quando ci sono di mezzo i sentimenti. Nessuno dei due però è il personaggio bidimensionale che potrebbe sembrare all’apparenza, in quanto nascondono più di uno scheletro dentro l’armadio…

Più lineari da questo punto di vista i giovani Fitz e Simmons, che sono le menti brillanti in grado di fornire assistenza tecnico-scientifica alla squadra, progettando anche armi e apparecchiature ultratecnologiche. Sono i classici nerd dal cuore tenero, inesperti nella lotta corpo a corpo, ma spesso fondamentali per la risoluzione dei casi. La loro ingenuità, dovuta anche alla giovane età, li rende sicuramente i personaggi più puri del gruppo, ma anche quelli che creano più empatia con il pubblico, proprio perché un po’ sfigati e divertenti, e quindi più “umani”…

Nonostante alcuni alti e bassi nelle trame e la totale assenza di personaggi di primo piano dell’universo Marvel ( in particolare supereroi ), questa prima stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. si può considerare un buon prodotto, ben girato e con discreti effetti speciali,  di cui comunque non viene fatto largo uso. L’azione ovviamente resta l’elemento principale, ma nel corso della serie viene approfondito anche l’aspetto più umano e introspettivo dei protagonisti e le relazioni che s’instaurano tra di loro, senza che questo appesantisca troppo la trama o sfoci in derive melense e lacrimevoli.

Il cast nel complesso risulta azzeccato e convincente, composto tra l’altro da quasi tutti volti nuovi o semi-sconosciuti, ad eccezione di Clark Gregg/Coulson, già visto nei cinecomics Marvel, e il veterano Bill Paxton, che interpreta l’agente John Garrett, amico di Coulson ed ex istruttore di Ward. Benché siano solo apparizioni brevi, anche Nick Fury, Maria Hill e Lady Sif hanno gli stessi interpreti dei film, vale a dire rispettivamente Samuel L. Jackson, Cobie Smulders e Jaimie Alexander.

La Casa delle Idee ha sicuramente rischiato di più non mettendo in campo i supereroi, ma a quanto pare anche stavolta il coraggio è stato premiato, visto che la seconda stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. è già in onda negli States e sembra che il livello di spettacolarità e la connessione con l’universo Marvel siano sempre maggiori. Il finale della prima serie, del resto, lascia presagire ancora grossi colpi scena da svelare….!

 

 

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2 Risposte

  1. L’ho seguita a spizzichi e bocconi ma non in maniera continuativa, era un buon riempitivo.
    Però una volta che è finita la prima stagione non ho sentito la voglia di continuare. 🙂

    • Sulla 2 stagione ho sentito pareri discordanti: c’è chi la ritiene migliore della prima e chi invece non l’ha apprezzata più di tanto… Io aspetterò che trasmettano anche quella su Rai4 ! 😉

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