DEVIL: AMORE E GUERRA, di Frank Miller e Bill Sienkiewicz ( recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Devil: Amore e Guerra ( cartonato, Panini )

AUTORI: Frank Miller, Bill Sienkiewicz

SINOSSI:  La moglie di un eminente psicologo viene rapita da uno sgherro di Kingpin per costringerlo a curare sua moglie Vanessa. Daredevil dovrà quindi liberare la donna ed intrufolarsi nel palazzo ultra sorvegliato del boss del crimine, per trovare il marito. Un’impresa tutt’altro che facile…

 

PRO: I testi crudi e diretti di Miller, accompagnati dalle tavole pittoriche ed artistiche di Sienkiewicz, davvero all’avanguardia se si pensa che risalgono al 1986.

CONTRO: Non c’è un faccia a faccia vero e proprio tra Daredevil e la sua nemesi, mentre le illustrazioni di Sienkiewicz in alcuni casi son fin troppo minimaliste ed essenziali.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:

Amore e Guerra è un classico esempio di graphic novel, ovvero un racconto illustrato a sé stante, che ha una sua valenza aldilà di tutte le altre storie scritte sul personaggio di Daredevil e della sua continuity.

Miller pone l’accento soprattutto sul personaggio di Wilson Fisk, alias il boss criminale Kingpin, un uomo dotato di uno sconfinato potere e che tutti temono, ma a cui manca la cosa principale: l’amore e l’affetto di una donna, in particolare sua moglie Vanessa.

In questo caso, dunque, non è tanto l’azione o la rivalità tra l’eroe e il criminale a caratterizzare il racconto, ma i rapporti d’amore malati e non corrisposti, come quello succitato tra Fisk e Vanessa, ma anche quello tra la moglie dello psicologo e il suo rapitore schizofrenico.

Miller è riuscito a portare il fumetto adulto anche nel mondo dei supereroi, e questa graphic novel ( così come tutto il suo ciclo di storie su Daredevil ) ne è un fulgido esempio. Onore al merito anche alle illustrazioni pittoriche e sperimentali di Bill Sienkiewicz, che è riuscito ad andare oltre la classica griglia di una tavola a fumetti, prendendo alla lettera il concetto di Arte ( con la A maiuscola ) sequenziale.

 

VOTO: 7/8

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SPIDER-MAN HOMECOMING ( Recensione )

REGIA: Jon Watts

INTERPRETI PRINICIPALI: Tom Holland, Micheal Keaton, Robert Downey Jr., Marisa Tomei, Zendaya, Jacob Batalon, Laura Harrier

 

SINOSSI:  Dopo aver preso parte alla Guerra Civile tra supereroi, il giovane Peter Parker, alias Spider-Man, desidera entrare nel giro che conta e dimostrare di essere un vero supereroe, al pari degli Avengers. Questo lo porterà ad imbattersi in un commercio illegale di armi potenziate con tecnologia aliena, gestito da Adrian Toomes, l’Avvoltoio. Nonostante le raccomandazioni del suo mentore Tony Stark, Peter decide di ostacolare l’Avvoltoio e la sua gang, a costo di mettere a repentaglio la sua incolumità e quella di chi gli sta intorno.

PRO: In questa nuova trasposizione cinematografica viene recuperato lo spirito del Tessiragnatele originale, ovvero un quindicenne dalla battuta pronta, che proviene da una zona popolare di New York e cerca il suo posto nel mondo, sapendo di possedere grandi poteri ( e grandi responsabilità ).

CONTRO: Alcuni comprimari storici sono stati un po’ snaturati o trasformati eccessivamente, anche se risultano funzionali alla storia. Il combattimento finale è un po’ troppo buio e caotico, per cui non si riesce ad apprezzare a pieno l’azione.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:

I Marvel Studios prendono finalmente possesso del loro personaggio-simbolo, dopo il deludente reboot di Marc Webb, con Andrew Garfield. La loro scelta è molto chiara: mostrare un Peter Parker ancora molto giovane e inesperto, esattamente com’era al suo esordio nei fumetti, strizzando l’occhio in particolar modo al pubblico più giovane, che così ha un supereroe con cui identificarsi.

Spider-Man inoltre fornisce il punto di vista dell’uomo della strada, essendo un ragazzo del Queens che conduce una vita modesta solo con la zia. Ovviamente è lo sguardo ironico e ingenuo di un quindicenne, che si contrappone a quello più cupo e violento degli eroi di quartiere  visti su Netflix.

La Marvel continua a puntare su registi ancora emergenti e poco blasonati, e anche stavolta con Jon Watts centra il bersaglio. La sua regia è molto dinamica e quindi perfetta per un teen-movie supereroistico, anche se in alcune sequenze si lascia prendere la mano con montaggi troppo serrati e confusionari.

Il cast è azzeccatissimo, a cominciare dal protagonista Tom Holland, simpatico e scattante, con una buona verve ironica, che condivide con la sua spalla Jacob Batalon, un asiatico nerd e sovrappeso col quale forma una perfetta coppia comica. Una menzione d’onore va anche al grande Micheal Keaton, che riesce a conferire spessore e la giusta dose di crudeltà al suo Adrian Toomes/L’Avvoltoio, anche se non compare molto spesso.

Spider-Man Homecoming è un film molto divertente, che non si prende mai troppo sul serio e intrattiene dall’inizio alla fine, mostrando anche un percorso di crescita dell’eroe, che proseguirà nei film a venire. Il titolo del film è già tutto un programma: con l’arrivo dei Marvel Studios, il nostro amichevole Spider-Man di quartiere è tornato (finalmente) a casa.

 

VOTO: 7 ½