DEADPOOL – Il film ( recensione )

 

Basta guardare i primi minuti del film, fino ai geniali titoli di apertura, per capire che stavolta la Fox ha fatto centro ed è riuscita davvero a produrre una pellicola rispettosa di uno dei personaggi più amati e dissacranti dell’universo Marvel !

Sto parlando ovviamente di Deadpool, il mercenario chiacchierone dal fattore rigenerante che da qualche anno a questa parte sta riscuotendo un successo esponenziale, superando di gran lunga altri colleghi supereroi ben più blasonati ed iconici. Basta vedere i dati di vendita dei comic book per rendersi conto che le serie e miniserie a lui dedicate sono in continuo aumento e si piazzano sempre nella parte alta della classifica, per non parlare del suddetto lungometraggio, che negli USA ha sbancato i botteghini nonostante fosse vietato ai minori ( a differenza del nostro Paese, che se n’è sbattuto altamente dei divieti pur di strappare più biglietti, causando lo sconcerto in sala di sprovveduti genitori e poveri bambini ignari…. ).

Ma com’è possibile che un personaggio nato in sordina negli anni Novanta riesca a scalzare di punto in bianco supereroi come Spider-Man, Iron Man e Capitan America, che hanno una carriera editoriale alle spalle di oltre cinquant’anni ??? Le risposte ovviamente possono essere molteplici, ma di sicuro un elemento importante sta nel fatto che Deadpool non è un vero supereroe, ma piuttosto una scheggia impazzita che vive in un mondo tutto suo e non si può etichettare in alcun modo, in quanto non segue mai schemi predefiniti ed è totalmente imprevedibile.

La sacralità e le impostazioni narrative tipiche di una classica storia di supereroi con lui vengono stravolte e ridicolizzate, spesso in maniera feroce, senza risparmiare doppi sensi e allusioni sessuali più o meno esplicite, violenza con derive splatter e il famigerato abbattimento della quarta parete, che consente al mercenario di rivolgersi direttamente al pubblico che lo segue o ai suoi autori, ben conscio di essere un personaggio di finzione…

Quest’anarchia di fondo che pervade ogni sua avventura, infischiandosene del politicamente corretto o di qualsiasi altro tipo di regola, rende Deadpool qualcosa di diverso da tutti gli altri supereroi della Marvel, un “brutto anatroccolo” a cui è impossibile non affezionarsi, in quanto è un vero e proprio outsider del suo universo. Il fatto poi che non abbia un aspetto gradevole e sia solito utilizzare un linguaggio scurrile, esplicito e diretto, dando libero sfogo a tutti i suoi istinti più bassi anche quando combatte, lo rende certamente molto più “umano” rispetto ai tanti altri eroi tutti d’un pezzo, moralmente ineccepibili e sempre pronti a fare la cosa giusta.

Il mercenario chiacchierone è sostanzialmente il più moderno dei supereroi, l’unico davvero al passo coi tempi, che è riuscito a demolire e ridicolizzare il vecchio modello di eroe, offrendo qualcosa di unico e totalmente nuovo. Ecco perché è riuscito ad ottenere questo incredibile successo, soprattutto tra i più giovani, che hanno visto in lui un personaggio fresco, dall’animo ribelle proprio come loro, per di più sgombro da un passato editoriale troppo lungo e ingombrante.

Non era facile dunque trasporre sul grande schermo un character di questo tipo, così folle e fuori dalle righe, senza rischiare di snaturarlo com’era successo nel precedente X-Men: Le origini – Wolverine ( non a caso le citazioni e gli sfottò al riguardo non mancheranno in questa pellicola…! ), da qui la coraggiosa decisione di vietarlo ai minori, per mantenere intatto lo spirito dissacrante e privo di censure del personaggio, e chiarire subito che non si tratta di un classico film Marvel come tutti quelli visti finora…

Tim Miller, quasi esordiente alla regia ma già attivo nel settore da tempo, sia come aiuto regista che come responsabile degli effetti visivi, dimostra una grande sapienza con la macchina da presa, aiutato anche da una sceneggiatura molto dinamica e scoppiettante, a cui ha saputo tenere testa senza mai strafare, alternando flashback a sequenze action al fulmicotone, con ritmo indiavolato e costante.

Tutto è studiato per mettere in risalto l’incontenibile personalità del protagonista: un Ryan Reynolds in grande forma, pronto a riscattarsi dai passati cinecomics non andati granché, e mettere sul piatto tutte le sue doti da attore brillante, unite ad una prestanza fisica di tutto rispetto.

Parlantina sciolta e grandi abilità combattive infatti sono le caratteristiche fondamentali del mercenario chiacchierone, oltre al costume rosso-nero che lo ricopre dalla testa ai piedi, riprodotto molto fedelmente in questa pellicola. Le fan di Reynolds dunque non gradiranno molto il fatto che per buona parte del film il viso dell’attore sarà coperto dalla maschera o dal pesante trucco, ma considerando che l’espressività non è proprio il suo punto forte, sarà tutto di guadagnato…!

In ogni caso, è praticamente impossibile tenere testa ad una personalità esplosiva come quella di Deadpool, per cui è abbastanza scontato che qualsiasi altro personaggio passi in secondo piano rispetto a lui, specie se si tratta di avversari piuttosto bidimensionali e poco caratterizzati come i mutanti Ajax e Angel Dust, o alleati volutamente macchiettistici come Colosso e Testata Negasonica Mutante, utili più che altro come spalle comiche del mercenario, che non lesinerà sferzate e frecciatine agli X-Men e in particolare a Hugh Jackman/Wolverine.

Unico ruolo un po’ più rilevante è quello della prostituta Vanessa Carlysle, interpretata dalla seducente Morena Baccarin, visto che tirerà fuori la parte più emotiva e sentimentale di Wade Wilson/Deadpool.

 

Riuscire a rendere al meglio un personaggio così amato e particolare non era certo una passeggiata, per cui non ci si può lamentare se non sono stati valorizzati abbastanza i comprimari della storia, considerando anche che si tratta della prima pellicola, la quale ovviamente ha lo scopo ( e l’incombenza ) di introdurre e far conoscere il protagonista. Miller aveva indubbiamente una grossa responsabilità sulle spalle, aggravata anche da una forte aspettativa da parte dei numerosi fan, che attendevano da tempo un adattamento cinematografico degno del loro eroe.

Nonostante tutta questa pressione l’obiettivo è stato raggiunto e il risultato finale si può considerare più che soddisfacente, come dimostra anche l’ottimo riscontro ricevuto finora dal pubblico. Il sequel, non a caso, ha fatto presto ad essere annunciato e possiamo solo sperare che riesca a mantenere la stessa carica dirompente di questo esordio. Adesso che l’”effetto-sorpresa” iniziale è svanito, infatti, dovranno impegnarsi il doppio per stupirci e farci ridere almeno quanto in questo film. E non sarà certo un’impresa facile…

CHIMICHANGA !!!! 🙂

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3 Risposte

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