GOTHAM – Episodi 1-2 ( recensione )

Nel 2003 la Dc Comics decise di pubblicare una serie diversa dal solito, dai toni noir e polizieschi, che aveva alla base un’idea forse non originalissima, ma la cui forza risiedeva tutta nel contesto in cui era ambientata. Sto parlando di GOTHAM CENTRAL, un esperimento che purtroppo durò solo quaranta numeri, ma ricevette comunque numerosi apprezzamenti da parte di critica e pubblico, grazie agli ottimi testi di due esperti del genere come Greg Rucka e Ed Brubaker, i quali riuscirono a raccontarci le vicissitudini del dipartimento di polizia di una delle città più oscure e dense di criminalità della storia dei comics: Gotham City !

In quel caso i veri protagonisti non erano i vigilanti mascherati, ma le comuni forze dell’ordine, che ogni giorno si guadagnano da vivere cercando di far rispettare la legge in una metropoli infestata da assurdi e crudeli assassini, dove il crimine e la corruzione si annidano ovunque. Una città talmente malata che deve affidarsi all’aiuto di un uomo travestito da pipistrello per sperare di andare avanti….

E’ da questo stesso incipit che trae spunto il serial televisivo GOTHAM, ovvero una sorta di prequel che offre una rilettura aggiornata delle origini del Cavaliere Oscuro, focalizzandosi sulle cause che hanno portato all’omicidio dei suoi genitori e le indagini che ne sono conseguite. Ciò che è accaduto al giovane Bruce Wayne è dunque il motivo scatenante di tutti gli eventi raccontati nella serie, ma la sua resta comunque una figura a margine, mentre l’attenzione si sposta sulla quotidiana lotta al crimine di un dipartimento di polizia sovraccarico di lavoro, dove non mancano mele marce e corruzione anche al suo interno.

Vero protagonista della vicenda è il futuro commissario James Gordon, al momento solo detective, e classico esempio di poliziotto tutto d’un pezzo, qui con un recente passato nell’esercito e una disciplina ferrea, che giustificano il suo fisico
prestante
e l’aria da macho. Anche alcuni suoi tratti caratteristici del fumetto, come i folti baffi e gli occhiali spessi, sono stati tolti per aumentare l’appeal del personaggio e nascondere il meno possibile il bel faccino dell’aitante attore Ben McKenzie.

La sua condotta irreprensibile e l’incondizionata fede nella legalità e la giustizia lo metteranno in netta contrapposizione con il suo partner, Harvey Bullock, che invece è lo specchio dei malcostumi ormai all’ordine del giorno a Gotham, dove i poliziotti sono i primi ad accettare compromessi e mazzette, anteponendo sempre se stessi e i propri interessi a quelli del bene comune. Chi segue i fumetti sa bene che Bullock è un altro personaggio storico dell’universo batmaniano, un po’ rude nei modi, ma dal cuore buono e stretto alleato di Gordon. E’ probabile quindi che nel corso della serie tv intraprenda un lento cammino di “redenzione”, magari dovuto al buon esempio del suo collega.

Del resto, la dedizione di Gordon ispirerà anche il giovane rampollo di casa Wayne, interpretato dal promettente David Mazouz, molto convincente nel rappresentare la rabbia e il profondo senso di disagio di un bambino al quale è stata tolta l’innocenza in maniera così violenta ed efferata. Bruce deve trovare dentro di sé la forza di reagire e di rispondere al male che gli ha portato via i suoi genitori, per questo vede in Gordon un punto di riferimento, con il quale si creerà da subito una chimica particolare, che porrà le basi per un compatto rapporto di fiducia e rispetto reciproci.

In questo contesto il fido maggiordomo Alfred Pennyworth risulta  essere quasi un “intruso”, non molto accondiscendente e piuttosto autoritario, anche perché costretto ad assumere un ruolo paterno nei confronti del giovane orfano, pur non essendo mai stato genitore. E’ evidente infatti la sua difficoltà nel gestire una situazione del genere, anche se sappiamo bene quanto sarà fondamentale il suo contributo nella crescita e la formazione di Bruce, per non parlare del suo appoggio incondizionato nella futura lotta al crimine di Batman.

Personaggio cardine della serie è anche la giovane e intrigante Selina Kyle, alias Catwoman ( ma  qui ovviamente si limita a farsi chiamare “Cat” ), nei cui panni si cimenta un’altra stella nascente come Camren Bicondova, spigliata e sfuggevole quanto la gatta dei fumetti. Si tratta sostanzialmente di una senzatetto che vive di espedienti e piccoli furti, abituata a districarsi tra le buie strade di Gotham City e i tetti sovrastanti, di cui conosce ormai ogni singolo anfratto e che attraversa con la grazia e l’agilità di un felino.

Nonostante lei e Bruce Wayne appartengano a due mondi completamente opposti, Selina rimane subito attratta e colpita dal giovane miliardario, probabilmente per quell’aura oscura che ha iniziato ad avvolgerlo dopo la tragica morte dei genitori, della quale sarà involontaria testimone. Questo creerà una connessione ancora più forte tra i due personaggi e solo nei prossimi episodi della serie potremo scoprire come si evolverà, visto che nei fumetti le loro vite si sono incrociate molto più tardi.

Ma si sa che buona parte del fascino dell’universo batmaniano sta proprio nei villains, figli degeneri di una società malata e corrotta fino al midollo come quella di Gotham. Essendo un prequel, per di più dal taglio realistico, nel serial non vedremo ( almeno per adesso ) freak dai costumi pittoreschi ed eccentrici, ma piuttosto cinici e spietati criminali legati alla mafia o alla malavita organizzata in generale, come la famiglia dei Maroni o dei Falcone, ben noti a chi segue le avventure cartacee del Pipistrello. C’è però anche un personaggio creato appositamente per il telefilm, ed è la bella quanto letale Fish Mooney, interpretata dalla brava Jada Pinkett Smith, la quale incarna il ruolo della donna d’affari senza scrupoli, invischiata in innumerevoli attività illecite coperte dalla gestione di un locale notturno.

Accanto a lei troviamo una vecchia conoscenza come Oswald Cobblepot, alias il Pinguino ( ma guai se vi azzardate a chiamarlo così…! ), che dimostrerà subito la sua natura subdola e doppiogiochista, nonché la naturale propensione all’omicidio. Un’interpretazione particolarmente riuscita ed inquietante, che si discosta dalla controparte fumettistica a livello fisico, in quanto l’ottimo Robin Lord Taylor è longilineo e affilato, ma riprende in pieno l’essenza malvagia di uno dei più insidiosi avversari del Cavaliere Oscuro.

Cavalcando l’onda del successo di serial come SMALLVILLE e ARROW, la Dc continua a consolidare la sua presenza sul piccolo schermo con THE FLASH e GOTHAM, entrambi premiati dagli ascolti e confermati almeno per un’intera stagione. La serie ambientata nell’universo batmaniano, in particolare, si distingue per essere quella rivolta ad un pubblico più maturo, visti i toni crudi e crepuscolari che la caratterizzano, ispirati perlopiù alla narrativa pulp/noir e poliziesca, e alla visione più realistica della fortunata trilogia cinematografica del Pipistrello diretta da Christopher Nolan.

Nonostante alcune inevitabili differenze rispetto al fumetto, GOTHAM riesce comunque a mantenere intatta l’essenza dei personaggi più iconici e a proporci una rilettura originale e interessante delle origini del mito batmaniano e del variegato mondo che lo circonda. Un altro bersaglio centrato dalla scuderia Dc e dalla Warner, almeno a giudicare da questi primi due episodi, apprezzabili anche da chi non ha troppa dimestichezza con la nona arte o il genere supereroistico in generale.

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2 Risposte

  1. Serie che al momento mi intriga molto, specie visti i recenti sviluppi…sono un consiglio spassionato: è da guardare in lingua originale, nel doppiaggio hanno fatto dei pasticci allucinanti…

    • Visto che non ho Mediaset Premium, sarà un motivo di più per guardarmela in streaming, anche se non amo molto guardare serie tv o film sul pc….. 😦

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