ARROW – Stagione 2 ( recensione )

Arrow è il classico esempio di serial televisivo che parte in sordina e migliora col passare del tempo. Nonostante abbia ricevuto da subito un ottimo riscontro, le primissime puntate non erano niente di particolarmente esaltante, considerando anche il boom di supereroi che già imperversava sul grande schermo.

Inizialmente Arrow non sembrava altro che una versione più moscia e meno carismatica del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan: viso perennemente imbronciato, metodi spicci ( che comprendevano anche l’omicidio ) e toni molto cupi e realistici. Anche le sceneggiature erano tutto sommato prevedibili, benché ben costruite e sempre giocate su più piani temporali, per esplorare poco a poco le vicissitudini di Oliver Queen sull’isola in cui era naufragato tempo addietro.

Proseguendo con le puntate, però, le trame iniziano a infittirsi e i personaggi tirano fuori personalità più complesse e sfaccettate, riuscendo a coinvolgere maggiormente lo spettatore e a conferire un’identità più definita alla serie, che finalmente prende il via in un continuo crescendo pronto a deflagrare nel drammatico finale della prima stagione.

Tolti i “convenevoli” iniziali, la seconda stagione ha modo di concentrarsi ancora di più sul protagonista e sugli eventi che lo porteranno a diventare un vero eroe, sempre più simile al Freccia Verde che già conosciamo nei fumetti. Dopo lo sconvolgente terremoto che ha devastato la città e provocato la morte del suo amico Tommy, Oliver si rende conto che deve cambiare modo d’agire e diventare un simbolo di speranza per i cittadini di Starling City. Ecco perché smetterà di uccidere i suoi avversari e adotterà un nome di battaglia ( Arrow, appunto, senza il Green del fumetto… ), oltre a una mascherina verde, donatagli proprio da Barry Allen, futuro protagonista della serie spin-off The Flash.

Il canovaccio di ogni puntata e più o meno sempre il solito, ormai ben rodato: Oliver si trova ad affrontare una nuova minaccia e contemporaneamente scopriamo qualcosa di più sul suo passato, con vari flashback montati ad hoc per movimentare la narrazione e comprendere meglio lo status attuale dei protagonisti. Stavolta però l’attenzione sarà rivolta soprattutto su Slade Wilson e sulla sua trasformazione in Deathstroke, il mortale killer super-potenziato che cercherà in tutti i modi di rovinare la vita di Oliver, divenendo di fatto il villain principale di questa seconda stagione.

Altro personaggio fondamentale sarà Sara Lance, la sorella di Laurel che si pensava annegata insieme alla nave di Oliver, e invece è ancora viva e vegeta, tanto da ritornare in pianta stabile nei panni della giustiziera Black Canary. Resterà sempre lei il vero amore di Oliver, con il quale ha condiviso anche la terribile esperienza dell’isola, mentre sua sorella Laurel sprofonderà in una brutta crisi depressiva, mischiata ad alcol e psicofarmaci, ma dimostrerà di essere anche tosta e determinata almeno quanto la sorella…! La povera Felicity, invece, continua a sperare invano che Oliver inizi a provare qualcosa per lei, mantenendo la parte della nerd impacciata, che però si rivela fondamentale per la crociata di Arrow, non solo per le sue conoscenze in campo informatico, ma anche per il coraggio e la totale dedizione con cui si dedica alle missioni.

L’arciere verde, d’altronde, sembra preferire le “bad girls” come Helena Bertinelli, alias la Cacciatrice, che ritornerà per una sola puntata ( purtroppo ), e la glaciale Isabel Rochev, sfrontata e arrivista donna d’affari con più di uno scheletro nell’armadio, che tenterà di scalzare Oliver al comando della Queen Consolidated, non prima di averlo sedotto….

In fatto di segreti scottanti e verità taciute non è certo da meno Moira Queen, madre del protagonista, il cui comportamento ambiguo e mai trasparente porterà a un’inevitabile rottura coi suoi figli; questo comunque non le impedirà di portare avanti la sua candidatura a sindaco di Starling City, in competizione con Sebastian Blood, altro personaggio dal passato oscuro e segretamente in combutta con lo stesso Slade.

Gli unici personaggi che sembrano mantenere sempre la stessa integrità morale sono Quentin Lance, padre di Laurel e Sara, degradato da detective a semplice poliziotto per aver appoggiato Arrow; John Diggle, ex soldato e fidato braccio destro di Oliver, e infine Thea, la giovane rampolla che sembrava essere l’anima pura della famiglia Queen, ma potrebbe perdere questa sua “aura immacolata” dopo le scottanti rivelazioni sul suo conto, direttamente collegate al nemico numero uno della precedente stagione: Malcolm Merlyn, l’Arciere Oscuro !

Questa seconda stagione di Arrow ha avuto il merito di far evolvere in maniera interessante le trame e i personaggi della serie, mantenendo sempre viva la suspance e la tensione, grazie a un riuscito mix di dramma, azione e sentimento. Anche gli attori principali sembrano aver acquisito maggior sicurezza sul set, benché non tutti brillino per espressività, a cominciare dal “belloccio” Stephen Amell, interprete del corrucciato giustiziere dal cappuccio verde…

I fan dei fumetti Dc avranno sicuramente notato una svolta sempre più supereroistica della serie, che non a caso ha coinvolto anche Geoff Johns tra gli sceneggiatori, ma gli stessi Greg Berlanti, Marc Guggenheim e Andrew Kreisberg, ideatori e produttori del serial, sono tutti nomi già attivi anche nel campo della nona arte.

A loro, e a tutti gli altri sceneggiatori, va dato il merito di aver inserito innumerevoli personaggi tratti dall’universo a fumetti, ovviamente riadattati e contestualizzati all’interno della serie, come ad esempio Deadshot, Bronze Tiger, il Conte Vertigo, Amanda Waller e la Suicide Squad, Nyssa Al Ghul e la sua Lega degli Assassini, e infine Roy Harper, storica spalla dell’arciere smeraldo, che dovrà affrontare un lungo percorso ( sia fisico che interiore ) prima di vestire i panni dell’eroe, nel gran finale.

In conclusione, questa nuova stagione di Arrow è riuscita a mantenere le buone premesse della precedente, migliorandosi e aggiungendo nuovi elementi che l’hanno resa ancora più accattivante e avvincente. Il calore del pubblico e le alte aspettative sono state ampiamente ripagate, per fortuna anche in termini di ascolti, per cui non ci resta che sperare in un ulteriore passo avanti anche per la prossima stagione, ovviamente già confermata

 

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15 Risposte

  1. prima di leggere ti chiedo: ci sono spoiler? io devo vederla ancora tutta…

  2. In tutta onestà non l’ho mai vista, io per quel che concerne il personaggio sono rimasto alle apparizioni dello stesso in quel di Smallville. 🙂

    • Quello di Smallville era più giovane e fighetto. Questo invece è più serioso e interessante ! Fossi in te, almeno una chance gliela darei…. 😉

  3. […] 4  ARROW – Stagione 2 ( recensione ) […]

  4. La mia stagione preferita, il Deathstroke di Manu spaccs

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