THE AMAZING SPIDER-MAN 2 – IL POTERE DI ELECTRO ( recensione )

 

Dopo un primo capitolo non molto convincente, a causa di una sceneggiatura traballante e di una rilettura del mito dell’Arrampicamuri giovanilistica, che non rispecchiava a pieno il vero spirito del personaggio, adesso tocca al sequel, nel quale verranno sviluppate le trame lasciate in sospeso in precedenza, senza il “fardello” delle origini o dell’introduzione dei protagonisti.

Marc Webb, di nuovo alla regia, anche stavolta focalizza l’attenzione sul complicato rapporto sentimentale tra Peter e Gwen, alla luce dei drammatici eventi della scorsa pellicola, che portarono alla morte del padre di lei. Ma verrà anche approfondito il passato dei genitori di Peter e il ruolo della Oscorp nella loro morte e nella nascita dello stesso Spider-Man.

Parallelamente, vengono introdotti ben tre nuovi villain, dalle personalità molto particolari e differenti. Il principale ovviamente è Max Dillon/Electro, un disadattato sociopatico che lavora alla Oscorp, esperto di impianti elettrici e desideroso di uscire in qualche modo dall’anonimato. L’altro invece è il figlio di Norman Osborn, Harry, tornato dal collegio per prendere le redini dell’azienda di famiglia, visto che il padre è ormai in punto di morte. Chiude il cerchio il simpatico Aleksei Sytsevich/Rhino, macchiettistico e irruento criminale interpretato da Paul Giamatti, che segnerà l’inizio e la fine del film.

 

Questo secondo capitolo gode sicuramente di una sceneggiatura più strutturata e solida, che può permettersi di far evolvere i personaggi e condurli verso determinate direzioni, senza particolari obblighi o imposizioni necessari quando si deve introdurre un nuovo universo narrativo. Anche stavolta non mancano carenze e qualche lungaggine di troppo nel racconto, ma nel complesso Webb riesce a creare un buon mix tra azione spettacolare, dramma e sentimento, rimanendo piuttosto fedele al fumetto.

Il suo Spider-Man, longilineo e dotato di un nuovo costume rosso-blu con ragnatele e grosse lenti bianche, è sicuramente quello che più si avvicina alla controparte cartacea, e lo stesso vale per l’agilità dei suoi movimenti e la battuta sempre pronta, altre peculiarità tipiche del Tessiragnatele. Ciò che manca è quell’aria da secchione sfigato che da sempre aveva contraddistinto Peter Parker nei fumetti ( specialmente agli esordi ) e lo rendeva più simpatico e sornione, come quello visto nei film di Raimi, mentre Andrew Garfield ci mostra solo il lato più ironico e sbruffone del protagonista, alternandolo con quello serioso e tormentato, a seconda dell’occasione. Nel complesso Garfield non è un cattivo attore, ma il suo Peter Parker non riesce ancora a creare quell’empatia col pubblico che l’ha fatto amare da intere generazioni di lettori, dovuta principalmente alla sua condizione di “perdente che ce l’ha fatta”….

Sempre bella e convincente Emma Stone nei panni della bionda Gwen Stacy, tutt’altro che un’oca starnazzante, ma piuttosto una ragazza intelligente e decisa, vero punto di riferimento per Peter e fulcro emozionale di tutta la vicenda. Simpatico il Max Dillon di Jamie Foxx, volutamente eccentrico e caricaturale, ma meno interessante quando si trasforma nel classico cattivo super-potente e monodimensionale, perdipiù mosso da motivazioni alquanto futili… Anche il Green Goblin di Dane DeHaan sembra essere solo una versione più mostruosa di quello già visto nel primo film di Raimi, sacrificato oltretutto in pochi minuti della pellicola, per non allungare troppo il brodo; molto più credibile quando è nei panni dello snob e arrogante Harry Osborn, di cui incarna perfettamente la personalità ambigua e malvagia.

Gli effetti speciali in questa pellicola sono sicuramente migliorati e non a caso viene spinto l’acceleratore su sequenze altamente spettacolari e roboanti, condite da un consistente utilizzo di ralenty e computer grafica, a volte talmente invadente da non far capire bene se si stia assistendo al film o a un videogioco di ultima generazione…

Webb comunque non è un regista di film d’azione, benché sia abituato ai montaggi frenetici dei videoclip, ed è evidente che anche stavolta il suo interesse principale sia quello di mettere in evidenza il lato più umano dell’eroe e i suoi legami affettivi, a partire dalle donne della sua vita, ovvero Gwen Stacy e zia May, fino al mistero che avvolge i suoi genitori. C’è quindi una forte componente sentimentale e romance, come del resto anche nelle storie anni Sessanta di Stan Lee ( immancabile un suo cameo in ogni pellicola Marvel che si rispetti…!  )

I fan più accaniti del Ragno avranno sicuramente notato vari personaggi che ancora devono essere sviluppati, ma ben noti a chi segue i fumetti, come Felicia Hardy, Alistair Smythe, il Dr. Kafka ( qui un uomo ) e il suo istituto di massima sicurezza Ravencroft, ma anche il burbero J.Jonah Jameson, editore del Daily Bugle, che per adesso viene solo menzionato. Tutto questo, insieme a vari progetti segreti della Oscorp che intravediamo, come”misteriosi” tentacoli e ali metalliche, sono chiari segnali e indizi che rimandano a un universo ancora tutto da scoprire e in continua espansione. I già annunciati spin-off di Venom e dei Sinistri Sei, oltre al terzo capitolo di Amazing, ne sono la conferma.

Dopo il mezzo passo falso del primo film e un sequel decisamente migliore, seppur non esente da difetti, c’è solo da sperare che questo reboot continui il suo trend positivo, riportando almeno in parte il variegato universo ragnesco anche sul grande schermo, ma con i giusti tempi e senza pellicole raffazzonate, stracolme di personaggi, pensate unicamente per far cassa al botteghino….

 

 

 

 

 

 

 

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6 Risposte

  1. Bel post, mi piace! 🙂

  2. Ed io ancora non sono riuscito a vederlo. 😦

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