MOON KNIGHT – SOLE DI MEZZANOTTE ( recensione )

Sole di Mezzanotte è il titolo del secondo arco narrativo della serie di Moon Knight scritta da Charlie Huston, risalente al 2007. Come già scrissi a proposito dei primi capitoli, Huston ha rilanciato un personaggio controverso e poco conosciuto come il Cavaliere della Luna, conferendo alla sua nuova serie una connotazione decisamente più dark e violenta, impreziosita dalle maestose tavole di un David Finch in stato di grazia.

In questo secondo capitolo, che comprende i numeri dal 7 al 12 della serie originale, Huston continua ad analizzare la complessa personalità di Marc Spector, sempre più tormentato e insicuro di sé, anche perché privo dei suoi poteri lunari e completamente solo. La sua relazione con la bella Marlene, infatti, sembra essere definitivamente troncata, e tutti i suoi amici ed ex compagni di lavoro sono morti o sono rimasti profondamente segnati dai trascorsi insieme a lui.

Perdipiù, Spector continua ad essere ossessionato da allucinazioni in cui rivede la sua nemesi Bushman, orribilmente sfigurato da lui tempo addietro, che lo incita a uccidere i suoi avversari e sottomettersi alla divinità egizia che gli aveva donato i poteri, così da riacquisirli. Ecco perché Moon Knight si ritrova perennemente in bilico sul ciglio di un burrone da cui sarebbe impossibile risalire, combattuto tra i suoi istinti omicidi e la possibilità di essere un eroe, ma anche tra la ragione e la follia che albergano nella sua mente….!

In sostanza, il Moon Knight di Huston è una specie di Batman prima maniera , come quello creato da Bob Kane nel ’39, solitario e violento, ma con l’aggravante di una schizofrenia latente ! Il suo caratteraccio e l’instabilità mentale lo portano ad escludersi anche dagli altri “colleghi” eroi, e proprio in questo story-arc sono particolarmente emblematici e interessanti i confronti con alcuni di loro, come Spider-Man, Punisher, Capitan America e Iron Man, inseriti nel contesto del grande evento Marvel Civil War, nel quale tutti i supereroi erano chiamati a schierarsi per sostenere o meno il famigerato Atto di registrazione dei superumani.

Huston, che è uno scrittore raffinato e non alla ricerca della spettacolarità a tutti i costi, evita accuratamente le solite baruffe inutili e scontate tra supereroi, e imposta i vari faccia a faccia unicamente sul piano verbale, soffermandosi sulle caratteristiche psicologiche e comportamentali dei personaggi coinvolti, messe a confronto con quelle dello scorbutico Cavaliere Lunare ( o “lunatico”…! ). E’ anche vero che questi incontri fungono più che altro da contorno alla vicenda e probabilmente sono frutto più di un’imposizione dall’alto della dirigenza Marvel che di un volere specifico da parte dell’autore, il quale focalizza l’attenzione sempre e solo su Spector.

Anche stavolta Moon Knight dovrà fare i conti con un fantasma del suo passato: un letale assassino che uccide sempre a mezzanotte facendo a pezzi le proprie vittime, con il preciso scopo di attirare l’attenzione del nostro eroe, e le sue motivazioni non saranno così scontate come potremmo aspettarci… Nonostante questo, il villain non viene particolarmente approfondito, così come gli altri comprimari della storia, che alla fine vengono utilizzati soprattutto come strumenti attraverso i quali esplorare meglio e approfondire la psiche del protagonista e il suo percorso, sia interiore che come vigilante.

Da bravo romanziere pulp, Huston scrive dialoghi asciutti e diretti, spesso infarciti da turpiloqui “censurati”, che rispecchiano le situazioni crude e violente in cui è coinvolto Moon Knight. Gli ultimi due episodi in particolare sono da segnalare per una sceneggiatura ingegnosa e ricercata, che gioca con i piani temporali, proponendoci una catena di eventi mescolati tra loro, in ordine non cronologico: un escamotage interessante, che rende più movimentata e frizzante la narrazione, mantenendo alta la tensione nel lettore.

Sul lato grafico, stavolta un Finch parecchio sottotono viene sostituito da Mico Suayan a partire dal terzo episodio. Suayan tenta di emulare il tratto cupo e dirompente di Finch, ma in certi casi ricorda anche un altro grande talento come Leinil Francis Yu; le sue figure sono energiche e muscolari, ma il tratto è un po’ più grezzo e impreciso rispetto a quello dei due artisti succitati, e soprattutto non riesce ad eguagliare la loro potenza visiva. Nel complesso comunque Suayan svolge un lavoro egregio, anche se non si preoccupa di lasciare un suo segno sulla serie, ma si limita a ricalcare il più possibile lo stile del suo predecessore e mantenere così una continuità a livello grafico, riscontrabile anche nella costruzione delle tavole, sempre caratterizzate da vignette spesso intersecate tra di loro a mo’ di collage, piani lunghi e qualche splash page per enfatizzare i momenti più eclatanti. Ottima e appropriata anche stavolta la colorazione fredda e realistica di Frank D’Armata.

In conclusione, questa serie di Moon Knight è un discreto “cazzotto nello stomaco”, per toni e argomenti proposti, adatta solamente a chi ama leggere storie più adulte e particolari, con una forte componente noir. Resta dunque una valida alternativa alle classiche serie Marvel di supereroi, anche se è un po’ troppo concentrata solo sul protagonista e alla lunga rischia d’impantanarsi sempre sulle stesse tematiche….

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6 Risposte

  1. Ma tu guarda…se devo essere sincero, l’ultima volta che ho letto Moon Knight era sulle pagine de “L’Uomo Ragno”, nella Saga di Mezzanotte. E non era proprio schizofrenico, poverino! Dovrò recuperare il personaggio, sembra l’abbiano fatto evolvere in maniera interessante…

    • Vedi, io invece quella saga su Spidey me lo sono persa, mannaggia !!! ;-p
      Cmq l’evoluzione c’è stata, eccome ! Il Moon Knight di Huston è una vera serie pulp, più che di supereroi. Adesso invece sono curioso di vedere come se la caverà Warren Ellis nella nuova serie che uscirà a marzo…!!! 🙂

  2. Sembra davvero interessante, ho un debole per i giustizieri schizofrenici

  3. Personaggio figo, quanto poco sfruttato nella mia più che decennale avventura nel mondo Marvel. 🙂

    • Eh si, anche se ultimamente stanno cercando di rilanciarlo in tutti i modi. Huston è stato sicuramente uno di quelli che ci è riuscito meglio, dopo Bendis ha fatto un buco nell’acqua e adesso speriamo in Warren Ellis….! 🙂

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