DEVIL: GLI ULTIMI GIORNI ( recensione )

Dopo un violentissimo scontro in mezzo alla strada, davanti agli occhi di passanti, fotografi e telecamere, Matt Murdock, meglio noto come Devil, viene brutalmente ucciso dal suo nemico di sempre, Bullseye !

Prima di spirare, però, il supereroe cieco pronuncia una parola, “Mapone”, che farà infuriare ancora di più il suo avversario, inducendolo ad infliggergli il colpo di grazia. Nessuno sembra conoscere il vero significato di quella parola, o come siano trascorsi gli ultimi cinque anni di vita di Murdock, ritiratosi volontariamente dopo essere arrivato al gesto estremo di uccidere l’altra sua nemesi assoluta, Kingpin, di nuovo in libertà dopo un patteggiamento con i federali.

Nel caso non si fosse capito, non stiamo parlando di una storia inserita nella continuity ufficiale Marvel, ma di un ipotetico futuro, non troppo lontano, in cui sembra che anche i nostri amati supereroi vadano incontro alla morte in maniera “definitiva”….  DEVIL: GLI ULTIMI GIORNI non è certo il primo esperimento di questo tipo, ma sicuramente uno dei più riusciti, anche perché vede collaborare alcuni degli artisti che hanno fatto la storia del personaggio, in una miniserie in otto parti che ha richiesto una lunga gestazione.

Il fatto di non avere imposizioni precise a livello di tempistiche ha permesso agli autori di portare a termine la miniserie così come l’avevano ideata originariamente, senza brusche modifiche dell’ultimo minuto o stravolgimenti alla sceneggiatura. Del resto, questo progetto nasce come un vero e proprio atto d’amore nei confronti del Diavolo Rosso e della sua mitologia, da parte di artisti che devono molto al personaggio e vogliono omaggiarlo dando alla luce la sua “storia definitiva”; ecco perché non avrebbe avuto senso snaturarlo per ragioni di scadenze, a costo di aspettare oltre sei anni per vederlo ultimato….!

La parte testuale è affidata a Brian M. Bendis, deus ex machina dell’Universo Marvel e autore di uno dei cicli più lunghi e apprezzati del Cornetto di questi ultimi anni, insieme a David Mack, artista a tutto tondo che ha scritto e illustrato importanti cicli di storie che hanno introdotto anche il personaggio di Echo, una guerriera non udente di cui Matt s’invaghirà. Stavolta Mack aiuterà l’amico Bendis ai testi, realizzando anche qualche tavola, col suo tipico stile pittorico ed evocativo.

La struttura narrativa è un chiaro omaggio al capolavoro cinematografico di Orson Welles Quarto Potere, visto che è impostata come un’indagine svolta dal reporter del Daily Bugle Ben Urich per scoprire cosa è accaduto durante gli ultimi giorni di vita del suo amico Matt Murdock, in quello che sarà il suo ultimo pezzo prima che il giornale chiuda ( la carta stampata ormai non vende più… ). E proprio come nella pellicola di Welles, l’ultima parola pronunciata da Devil prima di morire sarà la chiave per risolvere il mistero e far luce sul suo recente passato.

Urich è stato da sempre un personaggio cardine del mondo del Diavolo Rosso, in particolare dalla gestione di Frank Miller in poi, che è il periodo a cui questa miniserie fa riferimento principalmente. Perfetto esempio di giornalista serio, onesto e caparbio, Urich non si è mai tirato indietro pur di denunciare il marciume che infesta la sua città, spesso rimettendoci anche in prima persona, e ha rinunciato persino a uno scoop da premio Pulitzer quando scoprì la vera identità di Devil, decidendo di non pubblicare l’articolo che l’avrebbe smascherato !

Ben si è sempre sentito in debito con Murdock, per tutte le volte che lo ha salvato o che ha protetto le persone della sua città. Per questo metterà a frutto il suo talento investigativo per venire a capo dell’intricato mistero che avvolge la morte del suo amico, anche a costo di rischiare la vita o la carriera.

Nonostante l’azione non sia certo la componente predominante della vicenda, Bendis e Mack riescono a costruire questa vera e propria inchiesta giornalistica in maniera avvincente, coinvolgendo il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Sarà l’occasione per rivedere alcuni dei più importanti comprimari della storia del Diavolo Rosso, in un contesto futuribile e ipotetico dove tutto può accadere, visto che non avrà ripercussioni sulla continuity ufficiale; scopriremo così quali direzioni hanno preso le vite delle numerose amanti di Matt Murdock, come Elektra, Typhoid Mary, Vedova Nera, Echo e l’ex moglie Milla Donovan, ma anche quelle di villain storici come il Gufo, il Gladiatore, Kingpin e il succitato Bullseye, i quali sono tutti piccoli dettagli che vanno a comporre un grande affresco noir.

E’ vero che alcuni colpi di scena, come l’identità di un nuovo, misterioso Devil comparso per le strade dopo la morte di Matt, sono facilmente intuibili, ma nel complesso la sceneggiatura è ben architettata e incalzante, e celebra degnamente la mitologia del personaggio.

A suggellare il tutto ci sono le tavole di Klaus Janson, celebre inchiostratore di Frank Miller e John Romita Jr., che stavolta passa alle matite, inchiostrato da un maestro del calibro di Bill Sienkiewicz, autore di alcuni capolavori pop come Elektra Assassin e Devil: Amore e Guerra. Il tratto grezzo di Janson si sposa perfettamente con il fitto tratteggio dark e crepuscolare tipico di Sienkiewicz, con un risultato finale che rispecchia in pieno il tono della vicenda, cupo e malinconico. Alex Maleev, apprezzato disegnatore regolare della fortunata gestione di Bendis sul personaggio, si limita a realizzare le copertine della miniserie e una tavola interna, confermando il suo grande talento come illustratore.

DEVIL: GLI ULTIMI GIORNI è un piccolo gioiello dalla connotazione molto underground, che non può assolutamente mancare nella libreria di ogni appassionato del Diavolo Rosso, specialmente coloro che hanno amato l’impostazione più realistica e hard-boiled di Miller e dei suoi successori ( Bendis in particolare ), prima del recente ritorno alle origini operato da Mark Waid.

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3 Risposte

  1. Che dire, la trama è davvero bella, lo dico da estimatore di Devil ( Born Agaun la rileggo spesso e volentieri).
    Ho apprezzato anche le ormai vetuste versioni della Nocenti, di De Matteis e di Kevin Smith.
    A proposito com’ è possibile non venga minimamente citata Karen Page?
    Ma è ancora morta ?

    • Karen Page è uno dei pochi personaggi Marvel che non è ancora resuscitato o tornato da qualche dimensione parallela ! E direi che è assolutamente un bene !!!! ;-p

  2. […] 4 DEVIL: GLI ULTIMI GIORNI ( recensione ) […]

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