BATMAN CONFIDENTIAL: AMANTI E PAZZI ( recensione )

batman-confidential-2Le strade di Gotham City sono finalmente diventate più sicure. I pochi criminali ancora in circolazione evitano di uscire allo scoperto o di farsi notare, perché sono terrorizzati. E’ da quarantadue settimane che Batman ha iniziato la sua lotta senza quartiere contro il crimine e questi sono i risultati.

Il suo obiettivo di smontare tutte le organizzazioni malavitose pezzo per pezzo, in maniera scientifica e sistematica, è stato raggiunto in pieno. Dopo anni di studio e di preparazione, sia fisica che mentale, Bruce Wayne è riuscito a comprendere la mentalità dei criminali e le loro paure, le loro gerarchie e i loro modus operandi. Con la logica e la ragione li ha colpiti dove erano più vulnerabili o quando meno se l’aspettavano.

Ma quando tutto sembra andare per il meglio e Bruce trova il tempo anche per l’amore, ecco arrivare la classica scheggia impazzita, l’elemento esterno che sopraggiunge come un ciclone e scombina qualsiasi piano o regola precostituita. Un uomo che si fa chiamare Jack, esperto nella rapina e nell’omicidio, talmente bravo da non provare neanche più emozioni quando svolge il suo lavoro, a parte noia e frustrazione, per una vita che non lo diverte più….

Paradossalmente, sarà proprio Batman a dargli una ragione per vivere, a fargli provare quel brivido dietro la schiena che non sentiva più da tempo. Jack infatti è affascinato da un uomo che possiede un tale senso della teatralità e che se ne va in giro indossando una maschera dalle orecchie a punta e un mantello, con estrema serietà e convinzione. Finalmente aveva trovato un avversario alla sua altezza, che lo facesse anche divertire, visto che considera il suo look “ridicolo”; finalmente era tornato il sorriso sulla faccia di Jack…!

Quest’uomo non ha un modus operandi né un obiettivo preciso, vuole solo creare caos e attirare l’attenzione del suo nuovo nemico, per provare ancora la gioia di vivere. Tutte le sicurezze che l’Uomo Pipistrello aveva consolidato fino a adesso iniziano a crollare come un mazzo di carte: tutti i libri e i suoi metodi scientifico-matematici ormai non valevano più, e Batman per la prima volta si sente inerme, spaesato, insicuro, perché non ha più la situazione sotto controllo. A questo aggiungiamo che una delle vittime di Jack sarà proprio la nuova fiamma di Bruce Wayne,  Lorna Shore, accoltellata durante una festa in maschera davanti a lui.

Questa sensazione d’impotenza sconvolgerà a tal punto il vigilante da spingerlo ad adottare soluzioni drastiche, che vanno contro la sua etica e i suoi principi, nella vana speranza che il male possa essere sconfitto con il male, ma ben presto si pentirà delle sue scelte, anche se forse sarà troppo tardi….!

Micheal Green, sceneggiatore noto per la serie tv Heroes, ma anche per varie collaborazioni con la Dc, ad esempio in Superman/Batman, in questo caso ha voluto reinterpretare uno dei personaggi più importanti ed iconici del mondo dei fumetti, confrontandosi inevitabilmente con un mostro sacro del fumetto chiamato Alan Moore, autore di un’opera seminale come The Killing Joke. Il Joker di Green però s’ispira maggiormente alle controparti cinematografiche del personaggio, visto che Jack originariamente non è uno sfigato cabarettista ma piuttosto una persona cinica e disillusa, che riversa nei crimini e nell’omicidio le sue frustrazioni e il suo inguaribile malessere esistenziale.

In questo senso quindi la sua trasformazione nel Clown del crimine è meno radicale, in quanto si limita unicamente ad accentuare o estremizzare la sua follia, palesandola anche esteticamente. Di contro, però, il fatto di non avere alcun legame con il mondo dei pagliacci o dei comici rende un po’ più forzato il suo cambiamento e il suo nuovo stile. Una volta diventato Joker, infatti, inizia subito ad utilizzare gas che lasciano il ghigno mortale e dirigibili colorati con la faccia da clown, anche se non si capisce bene come se li sia procurati…. Si tratta comunque dell’unico neo in una sceneggiatura complessivamente ben studiata e avvincente, sorretta da dialoghi intensi e mai troppo pesanti o verbosi.

Gli elementi fondamentali della dualità storica tra Batman e Joker ci sono tutti, anzi, in questo caso è ancora più palese il legame che esiste tra i due, a dimostrazione che l’uno esiste in funzione dell’altro e viceversa, in una spirale continua che è la lotta tra bene e male, ordine e caos. Interessanti e mai fuori luogo anche le interpretazioni alternative di altri personaggi storici del bat-universe come Harley Quinn e Jonathan Crane, futuro Spaventapasseri, la cui figura sarà legata alla nascita del famigerato Arkham Asylum.

Ai disegni troviamo invece il tratto atipico e particolare di Denys Cowan, scelto probabilmente per il suo stile sporco e schizzato, che ricorda per certi versi artisti come Frank Miller, Bill Sienkiewicz e Klaus Janson, pur con i dovuti distinguo. Le sue figure sono grezze e stilizzate, a volte quasi deformi, e nel caso di character come il Joker estremizzano e rendono “visibile” la sua follia. Un disegnatore più lineare e d’impatto forse sarebbe stato preferibile, ma anche Cowan comunque non sminuisce il valore di quest’opera.

BATMAN: AMANTI E PAZZI è un’interessante visione alternativa, cruda e realistica, del nemico più pericoloso ( e più amato ) dell’Uomo Pipistrello, per cui consiglio a tutti i bat-fan di recuperarlo. Per l’esattezza, lo potete trovare sul secondo numero della collana Batman Confidential, edita da Planeta DeAgostini, oppure nella terza uscita de Il Cavaliere Oscuro – Batman della RW-Lion, serie di volumi tuttora in corso di pubblicazione, distribuiti sia in edicola che in libreria.

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Una Risposta

  1. Batman Confidetial è stata una bellissima collana! 😉

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