BATMAN: ARKHAM RINATO ( recensione )

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BATMAN: ARKHAM RINATO è un corposo volume edito da Planeta DeAgostini che comprende l’omonima miniserie in tre numeri dedicata al manicomio criminale più famoso del mondo dei comics, e la sua naturale conclusione sui numeri 864 e 865 della testata Detective Comics. Sono raccolti anche i numeri dall’867 all’870, che contengono  l’intero story-arc intitolato Impostori.

Tutte queste storie hanno in comune il loro scrittore, vale a dire David Hine: un autore attento e sofisticato, che si concentra molto sulla psicologia dei personaggi e sulle loro motivazioni, così come sul tema dell’identità e delle varie personalità che si nascondono dentro ognuno di noi.arkhamreborn01art1

Nella prima parte di questo volume l’attenzione è tutta rivolta verso il nuovo manicomio Arkham, recentemente ricostruito con un look più moderno e geometrico dopo essere stato distrutto dal criminale Maschera Nera. Jeremiah Arkham, nipote del fondatore del manicomio, Amadeus, s’ispira ad alcuni progetti originari dello zio e crea una struttura attrezzatissima e all’avanguardia, capace di dare ai suoi pazienti le migliori cure e tutti i comfort per passare al meglio la loro degenza. Apparentemente, quindi, sembrerebbe tutto perfetto, ma si sa che sulla famiglia Arkham incombe una sorta di “maledizione” e la follia che dimora in quei luoghi finisce sempre per prendere il sopravvento !

Assistiamo quindi alla lenta discesa del dott. Jeremiah Arkham verso il baratro e scopriremo agghiaccianti verità in una storia dai toni morbosi e inquietanti, come ci si può aspettare da un qualsiasi buon racconto incentrato sul celeberrimo Arkham Asylum. Furono soprattutto Grant Morrison e Dave McKeane a consacrare questo luogo di perdizione e follia dell’universo batmaniano, con l’omonima graphic novel che segnò indelebilmente il mondo dei comics, sia per i testi che per l’apparato grafico, assolutamente innovativi e ricercati. David Hine non mira a quelle vette, francamente non alla portata di tutti, ma si limita a delineare la complessa figura del dott. Arkham e ciò che sta dietro alla rinascita del suo manicomio, con aneddoti e retroscena spesso scabrosi e scioccanti.

Nonostante qualche passaggio un po’ forzato nella trama, Hine riesce a regalarci una buona storia, in cui sono i pazienti e il personale del manicomio i veri protagonisti, mentre Batman ha un ruolo quasi secondario. Non male anche i disegni di Jeremy Haun, a volte un po’ legnosi e convenzionali, ma comunque ruvidi ed efficaci quanto basta per questo tipo di racconto.

Nella seconda parte del volume invece troviamo un interessante story-arc in quattro parti che ci racconta di una terribile lotta senza quartiere tra bande di emuli di Batman e Joker ! Man mano che la trama va avanti veniamo a scoprire, attraverso alcuni flashback inseriti ad hoc, che diversi anni fa un uomo era riuscito a sopravvivere miracolosamente al micidiale veleno del Joker, perdendo però definitivamente la pigmentazione della pelle e mantenendo l’inconfondibile ghigno del clown del crimine, “marchio di fabbrica” che lascia su ogni sua vittima. Grazie all’aiuto di un sedicente dottore, questo “miracolato” riuscirà a sintetizzare una variante non letale del gas del Joker, in grado di trasformare chiunque lo inali in un pazzo ghignante privo di qualsiasi freno inibitore, proprio come la nemesi dell’Uomo Pipistrello.

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Alcuni video su internet e il passaparola basteranno a diffondere sempre di più questa nuova droga e a radunare i suoi assuntori, che prenderanno il nome di “Jokerz”; ma non sarà questione di molto prima che inizino a formarsi squadre di loro naturali oppositori: sto parlando dei “Pipistrelli Guardiani”, ovvero fantomatici emuli di Batman intenzionati a fermare il caos provocato dai seguaci del pagliaccio del crimine !

Con questa storia Hine vuole mostrare alcuni dei deleteri effetti che figure come Batman e Joker possono provocare nella gente comune, non solo a livello fisico ma anche psicologico. Come già visto nella bellissima saga Fede di Mike W. Barr, quello dell’Uomo Pipistrello può davvero essere un esempio sbagliato, in quanto è molto facile varcare la linea che separa la giustizia dalla vendetta e dal vigilantismo  senza freni, che spesso sfocia in violenza gratuita o addirittura nell’omicidio.

Anche ne Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan avevamo visto dei Batman raffazzonati, con costumi alla buona e fucili in pugno, che tentavano di mantenere la sicurezza nelle strade, ma ben presto si dovettero scontrare contro il “caos fatto persona”, ovvero Joker, impersonato dal compianto Heath Ledger… Non è un caso, infatti, che nella storia il fautore della nascita dei Jokerz si chiami proprio Heath ( anche se di cognome ) e che il concetto alla base di questo scontro tra fazioni sia alla fine lo stesso che da sempre lega Batman al suo eterno rivale: il caos contro l’ordine e la giustizia, il bene contro il male, in una lotta che non avrà mai fine. Ma aggiungiamo anche che nessuno dei due esisterebbe ( o avrebbe ragione d’esistere ) senza l’altro e si tratta quindi di un circolo vizioso da cui sembra impossibile uscire…

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E da qui scaturisce un’altra tematica importante, che tedia spesso i pensieri del Cavaliere Oscuro: è colpa sua se adesso Gotham City è infestata da pittoreschi supercriminali di ogni genere ? Ci sarebbero lo stesso anche senza di lui ? E nel caso che fosse proprio lui la causa, sarebbe maggiore il bene apportato dalle sue azioni o il male che ha generato ???

Insomma, come avrete capito questa storia di David Hine mette sul piatto davvero tante tematiche interessanti, che hanno contribuito a rendere Batman uno dei migliori character di tutti i tempi. Impostori è un racconto intenso, sofferto, che mescola azione, dramma e violenza, con una sceneggiatura incalzante e avvincente. Perdipiù ai disegni troviamo un veterano delle Bat-testate come Scott McDaniel, dall’inconfondibile tratto energico e dinamico, che sembra strabordare al di fuori di ogni tavola.

Nel complesso quindi mi sento di consigliare questo volume, soprattutto ai fan dell’Uomo Pipistrello, visto che il lavoro svolto da Hine merita sicuramente attenzione. Tenete conto che si tratta di storie precedenti al reboot dei New 52, quando i panni di Batman erano ancora indossati da Dick Grayson, anche se il protagonista di Impostori sembrerebbe essere proprio Bruce Wayne…. E’ improbabile che ad Hine sia sfuggito un particolare così importante, ma si tratta comunque di una questione puramente “tecnica” che non va a inficiare assolutamente sulla qualità del suo racconto.

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4 Risposte

  1. Beh, non immaginavo che potesse essere buona una storia nata per pubblicizzare il videogame “Gotham City Impostors”…vorrà dire ci darò un occhio 😉

    • Sai che non ne sapevo nulla di questo videogioco ?!?! Ma è uno di quelli da fare online ???
      Cmq ti consiglio assolutamente di leggere il fumetto, perchè merita davvero ! E’ tutt’altro che una storia da “bimbominkia”…!!! ;-p

      • No, non è online, è scaricabile…di sicuro per PS3 ed X-BOX 360, credo anche per PC…
        Comunque leggo volentieri, grazie per l’avviso! 😉

      • Ah ecco….ormai seguo poco il mondo dei videogames…! 😉

        Fammi sapere poi se ti è piaciuto il fumetto !!! 🙂

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